mercoledì 27 gennaio 2021

 NEL GIORNO DELLA MEMORIA


Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore



WILHELM BRASSE, IL FOTOGRAFO DEL LAGER
Celebriamo il giorno della memoria con l’aiuto di un libro: “Il Fotografo di Auschwitz”, di Luca Crippa e Maurizio Onnis (Editore Piemme, 2 settembre 2014).
Il volume tratta della storia di Wilhelm Brasse durante la seconda guerra mondiale, vissuta, da detenuto, nel campo di concentramento di Auschwitz.
Chi era Brasse? Un fotografo professionista polacco. Divenne famoso come “Il fotografo di Auschwitz”. La sua vita e i suoi lavori sono stati raccontati da un documentario televisivo polacco, The Portraitist, del 2005.
Brasse nacque a Zywiec, in Polonia, il 3 dicembre del 1917. Suo padre era un soldato dell'esercito polacco. Brasse approcciò la fotografia in uno studio di proprietà della zia, nella città di Katowice. Mostrò subito un gran talento, particolarmente nel ritratto.
Dopo l'invasione della Polonia, nel settembre del 1939, gli fu proposto di entrare nella Wehrmacht.
Brasse non ne volle sapere. Tentò di fuggire, ma venne fatto prigioniero. Nonostante ciò, lui non modificò le proprie idee su Hitler; il che gli costò la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz (31 agosto 1949). Per sua fortuna, era un fotografo valente, così gli fu ordinato di ritrarre, a scopo di documentazione, i prigionieri del campo.
Brasse fotografò anche gli ufficiali e i tanti esperimenti chirurgici portati avanti da medici crudeli e senza scrupoli.
Agli inizi del 1945, dopo l'entrata dei sovietici in Polonia, i nazisti ordinarono a Brasse di distruggere tutte le fotografie, con anche i negativi. Lui non lo fece, rischiando la vita; e nascose la maggior parte delle immagini in una baracca-dormitorio.
L'Armata Rossa le troverà appena liberato il campo, conservandole sino a oggi.
Nel febbraio del 1945, Brasse fu trasferito nel campo di concentramento di Ebensee, dove rimase sino a quando le forze americane lo liberarono, agli inizi del maggio del 1945.
Dopo il ritorno nel paese natale, Brasse provò a riprendere il lavoro di fotografo, ma il suo sguardo era contaminato dai tanti fantasmi del lager. Non avrebbe mai più scattato fotografie.
Brasse morì a Zywiec il 23 ottobre 2012. Lui forse non è stato un eroe, e la fortuna gli ha salvato la vita. Rimane però il valore della sua testimonianza, narrata con cura dai due autori, attraverso le riflessioni del protagonista che, di fronte agli occhi dei detenuti, tante volte si sarà chiesto: “Perché?”.
La fotografia.
La foto segnaletica della giovane polacca Czesława Kwoka, prigioniera 26947, uccisa ad Auschwitz nel 1943 - Wilhelm Brasse. L’immagine è diventata la copertina del libro di Crippa e Onnis.



mercoledì 23 dicembre 2020

 Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.




L’AUTORE DEL GATTOPARDO
Non era possibile un altro titolo. Il 23 dicembre 1896 nasce Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del romanzo “Il Gattopardo”, l’unico della sua vita; pubblicato post mortem nel 1958 dall’editore Feltrinelli, su suggerimento su Giorgio Bassani.
L’autore era deceduto il 23 luglio 1957 per una neoplasia polmonare. Curiosamente, come l’antenato protagonista de "Il Gattopardo", Giuseppe Tomasi di Lampedusa muore in una modesta camera d'albergo a Roma, lontano da casa, in un viaggio intrapreso per cure mediche. Il suo romanzo vincerà il premio strega nel ’59.
La trama del libro è ambientata in una Sicilia che sta cambiando, perché incalzano tempi nuovi, dopo l’impresa dei Mille. Tutto ruota attorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, e la narrazione restituisce una Sicilia viva, moderna, pur nel momento storico e politico che stava vivendo.
Dal romanzo è stato tratto l’omonimo film, diretto da Luchino Visconti (1963).
Ne abbiamo parlato con Giovanni Gastel, nipote del regista.
Ci ha detto: “La pellicola è stata girata in presa diretta, per cui ogni attore parlava la sua lingua”. “Negli USA la versione doppiata non fu accolta benevolmente”. “Andò meglio l’originale”. “Claudia Cardinale fu costretta a parlare lingue differenti a seconda degli attori”. “Fu difficile la scelta di Burt Lancaster, abituato com’era ad altri generi; poi l’attore disse che incarnare il principe risultò abbastanza semplice, perché bastava seguire le indicazioni di Luchino”.
Abbiamo chiesto a Gastel del rapporto tra libro e film. Lui ci ha risposto: “I due lavori, finalmente, si equivalgono”. “Forse l’edizione cinematografica è più potente, come è stato per Morte a Venezia (tratto dal libro di Thomas Mann)”.
Il fotografo ha aggiunto: “I costi aumentavano in continuazione e la Titanus ebbe delle difficoltà economiche”. Famosa, nel film, è la scena del ballo, che in molti volevano fosse tagliata. “A opporsi”, ci ha raccontato Gastel, “E’ stato Palmiro Togliatti, che Luchino aveva conosciuto durante la prigionia”. “Luchino era vicino alla sinistra e anche ai temi sociali, quelli che volgevano al cambiamento”.
Per finire, abbiamo chiesto al fotografo se, nella professione, abbia tratto ispirazione dal lavoro dello zio Visconti. “Sì”, ci ha risposto, “Ma non nel cosa, bensì circa il metodo”. “Luchino mi diceva sempre:<Devi fare bene ciò che vuoi intraprendere, senza considerare dove il tuo impegno potrà portarti>”. “<Fai del tuo meglio e di sicuro riuscirai”. “Pur di ultimare un film, Luchino ha venduto degli stabili, delle ville”. “Il suo fine non era il denaro, né la fama; ma la buona riuscita dell’opera”.
La fotografia. Alain Delon e Claudia Cardinale in una scena del film.

martedì 22 dicembre 2020

 

Carla Bruni

Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.




NASCE LA MOGLIE DEL PRESIDENTE

Anticipiamo di un giorno. 

Carla Bruni, all’anagrafe Carla Gilberta Bruni Tedeschi, nasce a Torino il 23 dicembre 1967 da una ricca famiglia d’industriali di origini ebraiche. 
La madre, la pianista Marisa Borini, è anch’essa un personaggio noto, perché ha spesso preso parte ad alcuni film dell’altra figlia, Valeria Bruni Tedeschi, stimata attrice e regista.
A 19 anni Carla abbandona la facoltà di architettura della Sorbona per intraprendere la carriera di modella, diventando una delle top model più famose degli anni Novanta. 
Nel 1998 lascia le passerelle per dedicarsi a un’altra sua grande passione, la musica. Nel 2002 inizierà la carriera di cantante.
Nel novembre 2007, conosce l’allora Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, che sposa il 2 febbraio 2008 al Palazzo dell’Eliseo, con una breve cerimonia in forma civile.
Che dire ancora? Bisognerebbe fare del gossip. I suoi amori sono stati tanti. Si parla di Mick Jagger e Eric Clapton. Poco importa.
Una curiosità. Nell’album “Comme si de rien n'était” (2008) Carla canta due cover: una di queste è una versione personale del brano “Un vecchio e un bambino” di Francesco Guccini. Strano al solo pensiero.

Circa i fotografi, con Carla Bruni ne potevamo scomodare parecchi (Irving Penn e Herb Ritts tra questi). Abbiamo preferito rivolgerci a Antoine Verglas, anche per cambiare.
Lui è nato a Parigi (1962). Ha iniziato la sua carriera dall'altra parte dell’obiettivo, lavorando come conduttore in un popolare programma televisivo francese. 
Nel 1990, si trasferisce a New York, dove inizia la sua carriera di fotografo, con coraggio e dedizione. Ha prodotto una serie d’immagini, per la francese Elle, nelle quali presentava alcune delle top model emergenti nelle loro abitazioni (Stephanie Seymore, Linda Evangelista, Naomi, Claudia Shiffer e Cindy Crawford e altre). Ne è nato uno stile, che ha permesso a Verglas di lavorare per le migliori riviste di moda del mondo: Elle, Esquire, GQ, Maxim, Sports Illustrated e Vogue.
La fotografia. Carla Bruni, Antoine Verglas. 1991.

lunedì 21 dicembre 2020

NASCE LA PALLACANESTRO

Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.






Un po’ per passione, ci prendiamo una piccola pausa fotografica.
Andremo a braccio, per cui sarà possibile qualche errore. Il 15 dicembre 1891 nacque la Pallacanestro, per merito del dottor James Naismith, professore di educazione fisica oltre che medico. La prima partita venne disputata il 21 dello stesso mese.
Siamo a Springfield, nel Massachusetts; e all’insegnante venne commissionata l’ideazione di uno sport che si potesse praticare al chiuso, durante i rigidi mesi invernali.
Lui volle una palla tonda (non ovale, come quella del football), che andava indirizzata dentro un cesto di vimini affisso a un palo.
Da notare che a ogni segnatura un addetto, salendo una scala, doveva togliere la palla. Tempo dopo, al canestro venne praticato un foro e fu affisso a una balconata della palestra. Ne risultò un’altezza da terra di 3,05 metri, misura che rimarrà fissa fino ai giorni nostri, perché di un alto valore storico.
Tante regole sono cambiate nel corso degli anni e il basket si è sempre rinnovato. Resta però la tradizione, che viene conservata soprattutto negli USA. Ci viene in aiuto un film, “Colpo vincente” (1986), di David Anspaugh, con Gene Hackman.
La pellicola narra la storia vera di una piccola squadra, gli Huskers di Hickory (un piccolo paese dell’Indiana) che riescono a vincere il campionato dello stato. Gli Indiana Pacers, squadra militante nell’NBA, per celebrare il 30° anniversario del film, indossarono in molte partite la divisa commemorativa degli Huskers.
“Colpo vincente” ci permette di ricordare un altro attore presente nel film, Dennis Hopper: regista (sua la direzione di Easy Rider) e fotografo: uno di noi, quindi; lui è stato “un cattivo” dello schermo, ma un’artista sensibile nella vita, in grado di regalare scatti di grande qualità.
Si è sempre distaccato dalle istantanee. Era interessato viceversa “agli aspetti formali della fotografia, alla composizione, alle linee che creano un campo”. Il paragone potrà sembrare forzato, ma Dennis era in grado di cogliere quell’attimo tanto caro a Henri Cartier Bresson. Come quest’ultimo, poi, non tagliava mai le sue opere: una volta scelta l’inquadratura, quella compariva nel risultato finale.

Per un fotografo di “attimi”, ecco uno sport che vive degli stessi. In tanti ricordano tiri a canestro che gonfiano la retina mentre suona la sirena: è il basket, con tutte le sue leggende.

La fotografia. La squadra Campione dell’Indiana nel 1954 


GISÈLE FREUND


Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.






Gisèle Freund, fotografa tedesca naturalizzata francese, nasce a Berlino il 19 dicembre 1908.
Proveniente da una famiglia ebrea tedesca della classe media, ha ricevuto le sue prime macchine fotografiche dal padre, un collezionista d'arte. Contro il volere della sua famiglia, s’iscrive a una scuola per figli di lavoratori e, successivamente, studia sociologia e storia dell'arte a Friburgo, poi a Francoforte, con l'intenzione di diventare giornalista. Alla fine decide di dedicarsi a una tesi sulla commercializzazione dei ritratti fotografici in Francia nel XIX secolo.
Membra dei giovani socialisti di Francoforte, temendo persecuzioni, si rifugiò a Parigi nel 1933.
Alla Biblioteca Nazionale di Francia, dove proseguì la sua tesi, iniziò la sua attività di ritrattista. Nel 1936 fece amicizia con Adrienne Monnier (editrice e proprietaria di una libreria) e incontrò gli scrittori francesi ed espatriati che frequentavano la sua libreria in Rue de l'Odéon.
Nello stesso anno ottiene la cittadinanza francese e due anni più tardi inizia a utilizzare una pellicola 35mm a colori per ritratti di artisti, scrittori e intellettuali.
Ritrae, fra i tanti: Louis Argon, Jean Cocteau, Colette, Simone de Beauvoir, Marcel Duchamp, André Gide, James Joyce, Virginia Woolf. Allo stesso tempo si dedica all’attività di fotoreporter documentando fatti di cronaca.
I suoi servizi vengono pubblicati regolarmente su riviste come “Vu, Weekly Illustrated” e “Life”. Ha realizzato, tra le altre cose, una serie di fotografie di James Joyce scattate nella sua vita quotidiana.
Nonostante la sua naturalizzazione per matrimonio, dovette fuggire dalla Francia occupata.
Si stabilì a Buenos Aires e poi viaggiò in tutta l'America Latina. Alla fine della guerra, torna a Parigi e, nel 1947, firma un contratto con l'ufficio parigino della Magnum. Si reca ancora in America Latina per lavorare sulla Patagonia e per una serie di fotografie dedicate a Eva Peron
Poi si stabilisce per due anni in Messico, dove incontra l'artista Frida Kahlo, che ritrae all’interno del suo mondo insolito.
Nel 1953 rientra a Parigi.
Nel 1981 le viene commissionato il ritratto ufficiale del Presidente francese, François Mitterand. Freund viene nominata Officier of Arts et Lettres nel 1982 e Chevalier de la Légion d’Honneur nel 1983.
Freund muore a Parigi il 31 marzo 2000.
La fotografia: Virginia Woolf, 1939. Gisèle Freund. Copertina del libro “Ritratti d’Autore”, Silvana Editoriale (2007).

venerdì 18 dicembre 2020

Steven Spielberg


Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.



IL REGISTA DI UN’EPOCA 


Il 18 dicembre 1946 nasce Steven Spielberg regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo. 
La sua filmografia è imponente: circa i lungometraggi, si parte da “Duel” (1971), per arrivare a “Ready Player One” (2018). In mezzo tanti titoli, che lasceranno una traccia nella storia del cinema: belli da ricordare e rivedere (E.T., Minority Report, Schindler's List, Salvate il Soldato Ryan, la saga di Indiana Jones e tanti altri). 
A noi, qui, piace celebrare l’inizio della “favola” Spielberg. Cortometraggi a parte, la pellicola d’esordio del cineasta americano è stata certamente Duel, che peraltro ha una firma “hitchcockiana”: il regista appare in un’immagine riflessa da una cabina telefonica. Il protagonista è all’interno e sta telefonando alla polizia. 
Ovviamente si tratta di un attimo, perché nella sequenza successiva tutto scompare. Il film vince su più fronti: nei tempi, nel ritmo, nel senso dell’azione. A Spielberg bastano pochi ingredienti per tenerci incollati alla poltrona: un’auto e chi la guida, un camion (del suo autista si vedono solo gli stivali) e tante comparse occasionali qua e là, in uno scenario western; il resto è spazio, tanto, infinito, l’ambito ideale dove sentirsi soli e indifesi. 
Tra il “bestione” della strada e la berlina inizia qualche scaramuccia: sorpassi non concessi, tagli della strada e via dicendo. Dopo una sosta presso una pompa di benzina, inizia la vera lotta, il duello. Il “grande” vuole tamponare il “piccolo”, prepotentemente; in una sfida priva di retorica. Perché, guardando il film, non si fa il tifo per nessuno, tantomeno per un “buono” contro un “cattivo”. 
E’ il divenire tutto a sorprendere, per via di un ingrediente fuori campo: il fatto che l’evento possa essere possibile anche per noi osservatori. Tutti abitiamo la strada e tante volte ci hanno dato i fari: i fermenti del Duel, anche se rari, sono dietro l’angolo. Alla fine il camion avrà la peggio, precipitando in un burrone; e si lamenterà come un animale ferito. 
Applausi. 
Una nota importante. Il lungometraggio era nato per la TV e il successo arriverà dall’Europa. Spielberg, nel 1971, sarà anche a Roma, dove incontrerà Federico Fellini. I due passeggeranno per la capitale, col regista romagnolo a fare da cicerone. Sarebbe stato bello rimanere in loro compagnia. Salutiamo quindi Steven Spielberg. I suoi film hanno occupato la vita di tanti e un’epoca intera. Tra molti anni, forse parleranno di “un’era” Spielberg: noi c’eravamo e siamo stati fortunati. 


 La fotografia: una scena del film Duel.

giovedì 17 dicembre 2020

Brad Pitt


Le belle storie di Fotografia, raccontate da Mosè Franchi per ImageMag

Uno sguardo al passato per guardare al futuro con un occhio migliore.



BRAD PITT FOTOGRAFO
Anticipiamo di un giorno, Brad nasce il 18 dicembre 1963.
Attore e regista, bello come non mai: questo è Brad Pitt, un ragazzo dell’Oklahoma, oggi tra gli attori e registi maggiormente apprezzati al mondo.
La sua relazione con Angelina Jolie ha animato le cronache giornalistiche del globo; anche lei è bella, famosa, quasi inafferrabile: dal fascino androgeno o femminile, a seconda delle necessità. Straordinaria. La coppia ha vissuto d’immagine (la propria) quasi con naturalezza: sia dietro la macchina da presa, ma anche nelle frequenti apparizioni sui rotocalchi di gossip; lui accennava sempre un sorriso, lei ti affondava con lo sguardo.


Brad è appassionato di fotografia al pari di altri personaggi famosi, artisti per lo più; ma anche politici, scrittori, gente di cultura. La cosa non deve meravigliare, perché la nostra passione vive nella mente, nell’idea; e diventa disciplina quando ci impone di informarci, di rimanere adesi alle tendenze correnti, agli accadimenti, ai linguaggi espressivi della nostra epoca.
Ecco che allora le “celebrità appassionate” si spiegano da sole: possiedono quella sensibilità in più che consente loro di apprezzare la fotografia, per usarla poi come si conviene.
Del resto, la storia ce l’ha insegnato: Ansel Adams, proprio lui, era un valente pianista; Weegee arrotondava gli introiti accompagnando al violino i film del muto. Questo per dire che la fotografia può dare, ma che a essa bisogna offrire: qualità, sensibilità, sapere. Un filo rosso lega tutti i fotografi del mondo, “amatori” o professionisti che siano: il desiderio di esprimersi per coloro che vorranno guardare. Si parte quindi dall’io, per arrivare agli altri: passando per un “noi” ben popolato di “cose” buone.
La fotografia. Brad Pitt e la sua Hasselblad - Esquire Magazine – Luglio 2013

giovedì 3 settembre 2020

 


IRIKIrun, dopo un anno di blocco di tante attività di trail running, sarà la prima manifestazione in terra africana.

Saremo nel sud del Marocco, quello delle grandi dune e degli spazi immensi, tra larghi uadi, montagne modellate dal vento e laghi asciutti.

dal 27 marzo al 3 aprile 2021

100 km che si snoderanno da sud di Foum Zguid , lambendo le montagne che fanno da corollario al Chegagga, per puntare verso il centro del Lago Iriki, mantenendo sotto i nostri piedi il corso naturale del Draa in secca che, con i suoi 1.100 km, è il fiume più lungo del Marocco.

Paesaggi che certamente distrarranno runners e walkers, il fondo che cambia continuamente, per mettere alla prova gambe, piedi ed attrezzature tecniche.



Quattro le tappe:

Tappa 1 km 23

Tappa 2 Km 23

Tappa 3 Km 42

Tappa 4 km 12 in notturna


Il programma

Giorno 1 – 27 marzo 2021

Volo Italia – Agadir con arrivo nel pomeriggio

Trasferimento in Luxury Bus a Taroudant, che raggiungeremo in poco meno di due ore

Cena e pernottamento in Hotel.

Nella cornice dell’Alto e Anti Atlante, Taroudant è definita la Marrakech in miniatura: circondata da bastioni di fango rinforzato lunghi 7 chilometri e mezzo, questa città mercato berbera è stata edificata sulle rotte delle carovane. Il benvenuto in Marocco più autentico.

Giorno 2 – 28 marzo 2021

Alle ore 8 trasferimento (4 ore circa) a Foum Zguid al resort Bab Rimal


Pranzo – relax bordo piscina – briefing - consegna pettorali–

cena e pernottamento

Giorno 3 – 29 marzo 2021

A bordo di veicoli 4x4 trasferimento alla partenza della prima tappa, a circa 15 minuti dal resort

Tappa 1 – km 23 (km. 12 per walkers) – 2 rifornimenti (km 8 e km 16) – Arrivo al campo tendato mobile con tende 2/3 posti – Blocco sanitario e docce da campo


Pranzo disponibile all’arrivo e sino alle ore 14,30– defaticamento –Briefing tardo pomeriggio

Cena e pernottamento



Giorno 4 – 30 marzo

Tappa 2 – km 23 (km. 12 per walkers) – 2 rifornimenti (km 8 e km 16) – – Arrivo al campo tendato mobile con tende 2/3 posti – Blocco sanitario e docce da campo



Pranzo disponibile all’arrivo e sino alle ore 14,30 – defaticamento – massaggi

Briefing tardo pomeriggio

Cena e pernottamento

Giorno 5 – 31 marzo

Tappa 3 – km 42 (km. 21 per walkers) – 3 rifornimenti (km 10, km 20, km 30) – Arrivo al bivacco fisso, in tende berbere 2 posti, con blocco sanitario e docce in muratura



Pranzo all’arrivo – defaticamento – massaggi

Briefing tardo pomeriggio

Cena e pernottamento



Giorno 6 – 1 aprile 2021

Giornata di riposo – attività individuali – yoga – massaggi

Briefing alle ore 18

Spuntino

Tappa 4 – km 12 (km. 6 per walkers) in notturna



Cena all’arrivo

Pernottamento in bivacco fisso, in tende berbere 2 posti, con blocco sanitario e docce in muratura

Giorno 7 – 2 aprile 2021

Trasferimento in 4x4 sino a Foum Zguid e proseguimento in Luxury Bus sino ad Agadir (circa 6 ore complessive)

Pranzo in corso di trasferimento

Relax in hotel

Cena e premiazioni (v. regolamento)

Pernottamento

Giorno 8 – 3 aprile 2021

Trasferimento all’aeroporto per il volo di rientro in Italia

Quotazioni valide per runners e walkers

€ 1,600.00 entro il 15 ottobre 2020

€ 1,700.00 dal 16 ottobre al 15 dicembre 2020

€ 1,800.00 dal 16 dicembre 2020

Chiusura iscrizioni al raggiungimento di 60 iscritti complessivi

La quota comprende

• Pernottamento in camera/tenda doppia/tripla

• Tutte le Colazioni, Pranzi e cene come da programma

• Rifornimento costante camelbak e acqua a disposizione nei punti di rifornimento

• Trasferimenti come da programma

• 1 tour leader dall’Italia

• Apripista

• Team assistenza lungo il percorso

• Vetture assistenza in coda gara

• 1 medico italiano

• Sezioni  di massaggi a fine tappa secondo prenotazione e disponibilità (tappa 4 nel pomeriggio)

• Iscrizione alla manifestazione

• Pacco gara

• T-shirt Finisher per runners e walkers che avranno completato il percorso

• Assicurazione Medico Bagaglio

La quota non comprende

• Volo e tasse aeroportuali

• Bevande a tutti i pasti ed extra di natura personale

• Assicurazione infortuni e Cancellazione (raccomandata)

• Quanto non indicato ne “la quota comprende”

Per quanto riguarda modalità di iscrizione, caparra confirmatoria, cancellation policy e le caratteristiche della manifestazione, fa fede il regolamento che si intente approvato all’atto stesso dell’iscrizione.


IRIKIrun 2021 

REGOLAMENTO 

“IrikiRun” è un’iniziativa (di seguito la “Gara”) di titolarità esclusiva di AdvTime s.r.l. (l’Organizzatore) che ne cura l’organizzazione tecnica, logistica e turistica

 

Art.1 Definizione della IrikiRun

IrikiRun è una gara podistica amatoriale, con classifiche finali, che si svolge nel Sud del Marocco, nell’area desertica denominata Erg Chegaga dal 27 marzo al 3 aprile 2021. Tra i concorrenti sono previste la categoria Walkers e la categoria Runners. Solo per la categoria Runners si intende gara podistica. La distanza della Gara, non omologata, è di circa 100km, da percorrere in 4 tappe giornaliere, rispettivamente di km 23-23-42-12. La categoria Walkers percorrerà esattamente la metà dei vari percorsi, con partenze in punti programmati e dedicati. Per la categoria Walkers non è prevista una classifica.

 

ART.2 Caratteristiche della Gara

IrikiRun non è una Gara riconosciuta dalle federazioni di running e non è collegata a nessun circuito di competizioni podistiche. Si svolge su fondo misto, con altimetrie che non rappresentano difficoltà rilevante.

Per categoria Walkers non è previsto alcun cronometraggio.

 

ART.3 Ammissione alla partecipazione

L’ammissione alla IrikiRun, per le categorie Runners e Walkers, è riservata a soli concorrenti maggiorenni, in possesso di certificato medico agonistico in corso di validità, rilasciato da un centro abilitato e con prova da sforzo che ne attesti l’idoneità alla partecipazione per la categoria Runners e certificato medico sportivo per la categoria  Walkers. L’Organizzatore raccoglierà i certificati medici che dovranno essere consegnati prima della consegna dei pettorali. La mancata consegna del certificato medico agonistico all’Organizzatore sarà motivo di esclusione dalla Gara.

 

ART.4 Accettazione del regolamento

Per perfezionare l’iscrizione alla Gara IrikiRun è necessario compilare correttamente il form di registrazione che prevede la presa visione, l’accettazione del presente Regolamento, dell’informativa Privacy e della liberatoria di cui al seguente Art. 13. Il form di iscrizione dovrà essere inviato a : iscrizioni@irikirun.it

 

ART.5 Equipaggiamento minimo di sicurezza e norme di comportamento

Il concorrente ha l’obbligo procurarsi prima della partenza dall’Italia e avere con sé, durante tutta la Gara, il seguente l’equipaggiamento minimo di sicurezza (di seguito il “Kit sicurezza”): il libretto sanitario nonché attestazione del gruppo sanguigno di appartenenza. telo di sopravvivenza, fischietto, accendino o acciarino. Alla partenza di ogni tappa sarà consegnato dall’organizzazione 1 litro di acqua. Per la tappa 4 (notturna) è obbligatorio partire anche con luce frontale funzionante e luce chimica, fissata in modo visibile e pronta all’uso immediato. I commissari di Gara potranno verificare l’equipaggiamento in qualsiasi momento. La mancanza di uno o più elementi del kit potrà essere motivo di esclusione dalla Gara.

 

ART.6 Presentazione e verifiche pre-gara

A Foum Zguid, il giorno 28 marzo 2021, presso il resort “Bab Rimal” avranno luogo il brief generale e le verifiche. In questa sede verranno verificati i certificati medici ed il controllo del Kit sicurezza e saranno distribuiti i pettorali numerati.

Tali pettorali dovranno essere indossati del corso di ogni tappa, non potranno in alcun modo essere modificati ed i marchi presenti dovranno essere visibili.


ART.7 La Gara

Ogni sera, alle ore 19.00 (per la quarta tappa alle ore 18.00), sarà tenuto un briefing tecnico, durante il quale sarà comunicata l’ora di partenza della tappa successiva. La partenza runners sarà scaglionata e prevede 15 secondi tra un concorrente ed il successivo. La partenza walkers a gruppi di 5 scaglionati di 15 secondi.

Nel corso delle tappe 1-2 sono previsti due ristori con acqua, tè, biscotti e frutta, al km comunicato nel briefing tecnico. Per la tappa 3 sono previsti tre ristori e per la tappa 4 un solo ristoro.

I punti di ristoro sono da considerarsi come controlli di passaggio, effettuati dai commissari presenti.

L’organizzazione potrà garantire assistenza esclusivamente all’interno del tracciato.


ART.8 Percorso

Il percorso sarà tracciato con segnapista solo poche ore prima della partenza. Saranno utilizzate bandiere ad alta visibilità, oltre a cartelli indicatori con freccia solo ed esclusivamente dove strettamente necessari. Saranno altresì posizionate “porte”, costituite da due bandiere o analogo strumento visibile, di passaggio obbligato. La traccia determinerà il solo percorso che i concorrenti potranno seguire, essendo vietato il taglio di percorso, punibile, per i soli concorrenti Runners, con una penalizzazione forfettaria che, secondo il punto di taglio, potrà arrivare a 30 minuti. Il concorrente che abbandonerà rifiuti lungo il percorso sarà immediatamente escluso dalla Gara.

 

ART. 9 Classifiche

I tempi di Gara della categoria Runners saranno cronometrati al minuto secondo. La classifica sarà quindi data dalla somma dei tempi delle singole frazioni, sommando eventuali penalità. Il tempo limite di tappa è fissato in 4 ore per ogni categoria (7 ore per la tappa 3)

Nel caso di ritiro da una singola tappa, il concorrente potrà ripartire per la tappa successiva, subendo una penalizzazione forfettaria pari a 60 minuti oltre il tempo cronometrato dell’ultimo concorrente arrivato. In caso di abbandono definitivo, salvo rimpatrio sanitario, il concorrente sarà preso in carico dall’organizzazione e seguirà la manifestazione sulle vetture di supporto.

Sarà stilata una classifica generale, una femminile ed una maschile.


ART. 10 Copertura assicurativa

Tutte i partecipanti, attraverso Adv Time Tour Operator, sono coperti da polizza Europ Assistance n. 35625 per Assistenza – Rimborso Spese Mediche – sino alla concorrenza di € 30,000.00 e Assicurazione bagaglio sino alla concorrenza di € 1,000.00.

AdvTime Tour Operator è titolare di polizza RC Europ Assistance n. 4106183 per un massimale di € 2,100,000.00.

Qualora si desiderasse stipulare una copertura assicurativa infortuni, così come la polizza annullamento (consigliata)ogni partecipante dovrà provvedere individualmente.

 

ART. 11 Assistenza medica e sicurezza

Durante tutta la Gara, dalla prima alla quarta tappa, lo staff medico dell’organizzazione sarà a disposizione di tutte i partecipanti.


ART. 12 Servizi

Il dettaglio è indicato nel programma di viaggio.


ART.13 Utilizzo immagini

L’iscrizione alla Gara comporta la concessione ad AdvTime s.r.l. dei diritti esclusivi di utilizzazione delle immagini e del nome dei concorrenti stessi.

I concorrenti potranno utilizzare fotografie e video da loro stessi realizzati nel corso della manifestazione esclusivamente per uso privato.

 

ART.14 Direzione di Gara

E’ facoltà del Direttore di Gara modificare il tracciato o le distanze per ragioni di sicurezza o tecniche derivanti da condizioni meteo o ambientali. Tali variazioni saranno comunicate nel corso del briefing, salvo interruzioni in gara dovute a fatti eccezionali.

 

ART. 15 Premi

Ai primi tre classificati della categoria Femminile e Maschile sarà assegnata una targa.

Al vincitore della classifica assoluta, inoltre, un particolare kit tecnico.

Alla categoria Walkers saranno assegnati premi speciali definiti e decisi dall’Organizzazione e non legati ad alcuna classifica.

Ogni partecipante giunto al traguardo della corsa, quindi in classifica, e  tutta la categoria walkers riceverà una t-shirt “IrikiRun Finisher”e “IrikiRun Walker”.

ART. 16 Scarico di responsabilità

Il partecipante alla IRIKIRUN (Runner o Walker), accettando il presente regolamento, dichiara di essere consapevole delle situazioni climatiche, di fondo e di difficoltà che il territorio sede della manifestazione riserva.

Il partecipante, con il perfezionamento dell’iscrizione alla IrikiRun, dichiara di prendevi parte a propria esclusiva responsabilità, sollevando espressamente e completamente l’organizzazione da qualsiasi tipo di responsabilità per eventi negativi quali, a puro titolo di esempio, cadute, danni di qualsiasi natura, malori o fatti più gravi che dovessero verificarsi dall’inizio alla fine del viaggio e non dipendenti dall’operato dell’Organizzatore.

Si ribadisce pertanto che l’iscrizione alla IrikiRun comporta la piena accettazione del presente Regolamento e la conseguente manleva di responsabilità verso l’Organizzatore.

ART. 16 Cancellation Policy

A chi, iscritto con versamento di caparra confirmatoria non rimborsabile pari a € 250,00, receda dal contratto prima della partenza, saranno applicate le penali di annullamento nella misura di:

• 20% della quota di partecipazione fino a 60 giorni prima della partenza

• 40% della quota di partecipazione da 59 a 40 giorni prima della partenza

• 75% della quota di partecipazione da 39 a 30 giorni prima della partenza

• dopo tale termine la penale sarà pari all'intero valore del pacchetto (al valore della data di iscrizione)

Nessun rimborso sarà concesso a chi non si presenti alla partenza e a chi non potrà partecipare per mancanza o irregolarità dei previsti documenti di Gara o di espatrio.

È  consigliabile stipulare, al momento della prenotazione, speciali polizze assicurative contro le spese derivanti dall'annullamento del pacchetto. I diritti nascenti dai contratti di assicurazione devono essere esercitati dai partecipanti direttamente nei confronti delle Compagnie di Assicurazioni stipulanti, alle condizioni e con le modalità previste nelle polizze medesime.

Nel caso in cui la Gara dovesse essere cancellata in virtù di fatti eccezionali non prevedibili o eventi naturali, si concorderà con le partecipanti l’importo da restituire, secondo quanto prevede la legge in materia di turismo.





sabato 11 luglio 2020

50 anni in moto

E si, è arrivato il gran giorno.

Oggi, nel giorno del mio 64° compleanno, festeggio anche qualcosa che ha segnato la mia vita. 
Di solito si dice "nel bene e nel male" No, nel mio caso, solo nel bene!

50 anni fa, salivo per la prima volta su un mezzo a motore a due ruote.

Ho un ricordo ancora vivido di quel giorno, quando il Bianchi 50 Falco Azzurro è diventato mio. Sento ancora l'odore della miscela nel garage dei Fratelli Riva, a Lungavilla. dove lavorava mio cugino Severino da cui papà Mario lo acquistò. E' stato amore a prima vista, per quello che a me sembrava un missile azzurro.

Erano i tempi del Beta 50, gran moto, che Franco e Gianangelo si stavano accaparrando. Erano i tempi del Morini Corsarino, scelto da Ito. Ma la mia, ai miei occhi, seppur vecchia di 5 anni, era la più bella.

Che anni gli anni 70. 
Il primo amore , che accompagnavo con Ito nel ritorno a Milano fin che si poteva, coricati sul serbatoio, sulla nuovissima Milano Salice , da Lungavilla a Castelletto. Poi la 124 verde del temutissimo papà scompariva agli occhi. Viaggiava a 70 km/h , e noi, non ancora smaliziati, a 40 all'ora. 
Avremmo capito, di li a poco, che cambiare il gigler del piccolo carburatore avrebbe significato ben altre velocità!
Le prime emozioni, le prime scivolate, le prime conquiste nei paesini vicini.
Che anni, gli anni 70
Poi, per qualche strana ragione, il Falco Azzurro ha lasciato il posto ad un'icona di quegli anni, un bianco Ciao.

Ma non mi bastava. Ecco allora arrivare, nel nascituro Garage del Mac, un'altra moto azzurra, un mito allora come oggi: una splendida Mazzilli 125, acquistata dal compianto Heber.


Ormai era pura passione per tutto quello che era spinto da un motore, purché su due ruote.

A 19 anni e qualche giorno (il 16 luglio per la precisione) un brutto incidente, con lesione alla 12 dorsale a bordo di una Morini 350. Brutto ricordo? certamente, specialmente per mamma Carla, papà e la mia sorellina Anto,  ma, come dice un mio Amico Alpino, "esce sangue ed entra esperienza". Il cambio a destra non l'ho più voluto 😌😖


Arriva il 1982, ricordato da tutti come l'anno dell'Italia Campione del mondo, ma per me molto di più : l'incontro con una Donna speciale , la mia zavorrina da ormai 38 anni. la Giò!
Anche lei motociclista, anche lei con la passione delle due ruote e anche lei felice proprietaria di un'altra icona di quegli tempi: la vespa Primavera Coca Cola.


Già, oggi una rarità, (al punto che questa foto è stata scattata nell'atelier Ruote da Sogno di Reggio Emilia) ma nel Garage si doveva fare spazio ( c'era una Suzuki 500 gs, una Montesa Cota e, appunto , la Primavera). Un colpo di stupidità, più intenso del solito mi fece decidere di scambiare la "vespina" per una Yamaha XT 250, pezzo introvabile. In seguito , rimanendo nella piccola cilindrata, l'XT lasciò lo spazio ad un altrettanto raro Kawasaki KL 250 verde, la "verdona".
La Suzuki ci scorrazzava da Rivanazzano, dove vivevamo allora, alle riviere, ligure e romagnola, fino al gran salto: La "nera" Kawasaki 750 LTD, comodissimo mezzo con il quale abbiamo visitato, oltre a Italia e Corsica, la Francia, Spagna Austria e Germania.









Viaggi meravigliosi, in tenda, da motociclisti veri. Si partiva con la moto larga come una "128", tra tenda, sacchi a pelo, borse, pinne, insomma, per una vacanza "da bosc e da riviera".

Poi arrivano Giulia e Giorgio e, nel frattempo, la nostra passione si è trasformata in lavoro.
Dal 1985 al 1997 nei paddock di tutti i circuiti del mondo, al servizio di Dorna e Flammini per i campionati del mondo Velocià e Superbike. La Kawa 750 lasciò spazio, nel 91, a una moto per me davvero speciale, che ho ricomprato tre anni fa. La TDM 850
Ricordo, come fosse ieri, quando portai Giorgio, di 6 anni, a fare un giro nelle campagne di Pontecurone. Poco più di mezz'ora, ma tanto bastò a fargli salire la febbre a 39 per l'emozione (o forse la paura?) Giorgio subirà il fascino delle moto e a 14 anni per lui una HM Motard, tanto per cominciare...per poi passare alla Fluo, la mitica Honda CB1000R mentre Giulia si è fermata alla sua prima ed unica moto , uno ZIP 50

Nel Garage il salto verso una Gran Turismo, la splendida e poco capita Kawasaki GRT1000. 
Grande , grandissima moto. Oltre 80000 km in tre anni e tanto comodo divertimento.
A proposito di comodità, si , lo ammetto: sono stato anche scooterista, con un utilissimo Beverly 500


Nel 2010  sono iniziate le collaborazioni con le case motociclistiche, grazie alle quali, ho avuto il piacere di avere per me e guidare moto davvero speciali:

Bimota DB9, Bimota Tesi, Ducati Multistrada Enduro, Morini Stelvio, Morini Scrambler e Suzuki GSX


fino a oggi, giorno in cui festeggio i miei 64 anni e 50 di moto, su una splendida opera d'arte di cui posso godere grazie a Best Rider e Interphone Italia:

YAMAHA TRACER 900GT su cui, ieri, sono stato immortalato dall'amico Marco Romani di Foto Trebbia



Che dire. la MOTO, la mia passione, la mia vita, la mia valvola di sfogo quando sono giù di morale o il mio regalo quando voglio premiarmi.

Una passione pericolosa, si dice. Io affermo invece che è una gran bella passione, che mi ha insegnato ad approcciare la vita con rispetto, con prudenza e con gioia.

A tutti i giovani che vogliono avvicinarsi a questo mondo, una preghiera. 
RIDE SAFE
RIDE SLOW
sempre con tutte le protezioni, omologate, e rispettando se stessi e gli altri.

Buona strada a tutti

LAMPS! 





lunedì 6 luglio 2020

L'Oltrepo visto dal Garage


fotografia di Arnaldo Calanca


Weekend in Oltrepo Pavese



Ideale per Auto e Moto Stradali 

un programma

Un Viaggio in Self Drive, in auto oppure in moto, alla scoperta di Sapori e Tradizioni, tra Castelli e Borghi Millenari.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE
€ 279,00 PER PERSONA

Tour confermato con minimo 6 persone

La Quota Comprende

• 2 pernottamenti in camera doppia negli Hotel indicati
• Cena del venerdì, bevande incluse
• Degustazione del venerdì
• Pranzo del sabato, bevande incluse (no alcolici)
• Cena del sabato bevande incluse
• Pranzo della domenica bevande incluse (no alcolici)
• 2 ore SPA presso Hotel Prodongo
• Visita dei monumenti
• Apripista su auto (nel caso di gruppo di sole moto, apripista in moto)
• Visita dei borghi e del Salumificio Magrotti
• Visita guidata del castello di Zavattarello
• Assicurazione Medico Bagaglio

La Quota Non Comprende

• Carburante, extra di natura personale e quanto non indicato ne La quota comprende

Date:

Da venerdì 21 a  domenica 23 agosto 2020
Da venerdì 28 a domenica 30 agosto 2020

Dove e Quando

da Rivanazzano alle Valli più affascinanti, a volte sconosciute:
  • Val di Nizza
  • Val Tidone
  • Valle Staffora
  • Val d’Aveto
  • Val Trebbia

Il programma: venerdì

Ritrovo alle ore 19,00 presso lo Storico Albergo Ristorante Selvatico dal 1912 a Rivanazzano Terme “dal 1912...è la Storia dell’Accoglienza”. La signora Piera Spalla Selvatico, la titolare, si occupa della cucina del ristorante insieme alla figlia Michela, realizzatrice di tutti i Dolci e i Lieviti che prepara con Inimitabile Passione. Se la padrona di casa presta la massima attenzione alla qualità e genuinità dei prodotti che entreranno a far parte del menù, l’altra figlia Francesca e suo marito Sergio Daglia, sono i responsabili della sala pronti a suggerirvi i Migliori Piatti della Tradizione del territorio. Non può sfuggire di notare con quanta cura la famiglia Selvatico ama coccolare la propria clientela e quante attenzioni vengono dedicate ai Graditi Ospiti. La Cena , servita nella Storica Sala comprende le Migliori Specialità Oltrepadane. Per il Dopo Cena abbiamo previsto una Degustazione di Vini Pregiati e, per chi ne ha la Passione, di un Ottimo Rhum

Il pernottamento, in camera doppia, è previsto nell’hotel adiacente.

Il programma: sabato

Dopo la prima colazione, Partenza verso le Valli “basse” dell’Oltrepo. Un primo tratto nella Valle Staffora, per poi salire in Valle Ardivestra, dove potremo apprezzare la Pieve di San Zaccaria, probabilmente edificata dai maestri comacini nella Prima metà del XII secolo.
Si proseguirà , con una sosta al Salumificio Magrotti, per capire come nasce il Salame di Varzi DOP.
Quindi Punteremo verso Montesegale con il suo splendido Castello che domina la valle. Scenderemo quindi in Val di Nizza e visiteremo l’Eremo di Sant’Alberto di Butrio. Quindi la visita a San Ponzo, borgo del X secolo. Ancora le dolci colline ci riporteranno in Val di Nizza, quindi a Fortunago, uno dei Borghi più belli d’Italia. Qui ci fermeremo per il pranzo, presso il Ristorante La Pineta, dove Danilo Nembrini ci delizierà con piatti locali.
Il pomeriggio ci riserverà nuove Sorprese. Piccole strade poco trafficate, un passaggio con 19 tornanti, il Lago di Trebecco e quindi Zavattarello, dove faremo sosta per la visita guidata al Castello.
Si ripartirà salendo in quota, passando Romagnese e arrivando in prossimità del Passo del Penice a circa mt.1200 s.l.m. La vecchia strada disconnessa , parte del Cammino di San Colombano, ci porterà al Passo della ScaparinaPanorami mozzafiato ci accompagneranno fino al Passo del Brallo, da dove punteremo verso il Monte Lesima, sotto cui sorge la nostra meta. Arriveremo verso le 18,00. Due ore di piacevole Relax nella SPA dell’Hotel Prodongo , la cena e quindi il pernottamento.

Il programma: Domenica   

Il risveglio nel silenzio dei Piani di Lesima , la colazione e poi via, per una giornata con infiniti cambi di paesaggio. Lasciato il Passo del Brallo punteremo a sud, verso la Liguria, incrociando per un breve tratto la Val Trebbia che lasceremo presto per raggiungere, attraverso il Passo di Frigarolo Val d’Aveto, paradiso per I Motociclisti e spettacolare per chi ama godere della guida sulla propria vettura.

Pranzeremo in una delle tante trattoria tipiche per poi ritornare in Val Trebbia e quindi a Bobbio, dove si concluderà, dopo circa 320 km, il nostro Tour.



Vi aspetto, in auto oppure in moto.
il Mac

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